Venedig pt.1- Il contorno –

Le vacanze organizzate all’ultimo sono sempre le migliori. Lo avevo già intuito anni fa e me lo ha confermato questa tre giorni a Venezia per la Biennale (di cui parlerò forse in una eventuale pt.2 -adesso il contorno).
Neanche tornata dalla terra degli arrosticini e della pecora; telefono. Ciao, lo so che è un po’ tardi. Magari hai già da fare. Niente, ti va di andare a Venezia per la Biennale? – Si. Torno domani dall’Abruzzo. Quando volevi andare? – Boh. Dopodomani . – Ah ok. Guardo i treni da Bolo. – Io da Torino. Dove dormiamo? – Boh.
Il resto è qui.
E poi alla fine ci è andata magnificamente. Treni bazza. Posto per dormire altrettanto bazza supercentrale prenotato lastsecond e la meraviglia di stare (finalmente ) insieme a una presona che vedi tre volte l’anno perchè abita lontano.

What else?

Il tempo che non passiamo in giro per mostre (quindi dalle 7 pm in poi) lo passiamo a girare a caso, senza fare shopping perchè è già tutto chiuso, alla ricerca di baretti per aperitivo e ristorantini per cena.

Questo post è dedicato a questa parte della mini vacanza, perchè se fossimo state di quelle che fanno foto a tutto quello che mangiano per poi postarle come se non ci fosse un domani, avremmo mandato a casa tutti.
Tanto per iniziare, forever in our heart, alla Taverna San Lio a parte le grafiche su tela bellissime che stanno alle pareti tipo bestiario fantastico, la zuppa di pesce – molto improbabile che mi cimenti in un remake ma entra nella mia top 10 dei piatti di pesce + bruschette con il baccalà mantecato, evergreen del ricettario di mia nonna.
Sera n.2 altro consiglio top di amica che sta a Venice: La Zucca in cui tornerei anche adesso per rimangiare quello che ho mangiato ieri: carote allo zenzero fresh e un avocado ripieno di salsa di senape.
Super Super.
Gloria ha preso un piatto veg enorme con di tutto e quello che ho assaggiato (melanzane stufate, mi pare) era buonissimo.
A seguire, cheescake alle fragole.

L’avocado w/ senape mi ha creato una certa dipendenza e quindi ho cercato una ricetta simile per rifarlo (più facile della zuppa di pesce).

Here we are.
Da quanto ho letto ci vuole: 1 avocado (da tagliare a metà),  senape (quella che ci sta nel buco del nocciolo, limone, olio d’oliva per fare la salsa.

Poi bisogna mettere la senape in una tazza con il succo di mezzo limone aggiungendo olio d’oliva per farla montare, come quando si fa la maionese.
Una volta montato lo si mette nella cavità dell’avocado magari con qualche pomodorino e carotina stagliuzzata.
Ovviamente non l’ho ancora sperimentato. Spero solo che la salsa non mi ipazzisca.

Adesso chiudo perchè ondeggio ancora dal vaporetto di stamattina.

Musica da Valigia reload @Biennale Venezia

Canaletto, Piazza San Marco verso est dall'angolo di nord-ovest (1760 circa, Londra, National Gallery)

Canaletto, Piazza San Marco verso est dall’angolo di nord-ovest (1760 circa, Londra, National Gallery)

E’ così che dopo una giornata a cercare inutilmente una copia di Erewhon (S. Butler, 1872) in qualsiasi lingua del mondo pur di leggerlo e sfogando il mio disappunto nell’acquisto di meduse sotto sale mi ritrovo a fare un’altra valigia.
Questa volta per un weekend lungo a Venezia, ma senza il weekend perchè sarò via solo nell’infrasettimana, per pochi giorni, quindi neanche tanto lungo, una tre giorni in Biennale (di cui, se mi andrà, parerò più estensivamente in un futuro prossimo).

Prenotato treno, prenotato hotel all’ultimo minuto – come i tiri da 3 di Danilovic nei derby dei bei tempi – as usual il problema non è cosa portare ma cosa ascoltare mentre ravano nell’armadio ancora mutilato dalla partenza precedente.
Per fortuna avendo il 90% dei vestiti neri posso anche permettermi il lusso di andare a caso.

Tanto per iniziare, su Pitchfork c’è Engravings di Forest Swords in streaming che potrebbe tranquillamente andare in loop per tutto il tempo.
E poi.

Buon ascolto. Ciao.