Dai diamanti non nasce niente, dai foulard nascono i giacchetti

Poi ti ritrovi, non si sa bene perché, con una collezione di foulard, frutto un po’ dei mercati da cui non puoi tornare senza il foulard vintage e u po’ ereditata da mammenonneziecugine che nei mille anni passati ne hanno accumulati in quantità industriali.

Allora cosa fai?
a Parigi (e non solo) c’è un fantastico Kilo shop che vende (e immagino compri anche) vestiti e accessori al Kg, in quel caso potresti diventare ricc* vendendoli tutti ma forse farsela fino a Parigi in aereo con un quintale di foulard non è il massimo. A questo punto si possono cucire tutti tra loro e fare un foulard gigante per avvolgere il mondo oppure si possono creare capi d’abbigliamento nuovi come, poi ho scoperto, hanno fatto anche grandi nomi della moda.
A parte le infinite possibilità per quanto riguarda maglie/ top, borse e gonne (comunque troppo sobrie) di cui è pieno il web e di cui si trovano i tutorial ovunque, io mi sono concentrata su due giacche (che non sono poi neanche così originali ma almeno sono cool):

1- giubotto jeans Levi’s un po’ Ottanta con inserti foulard marinaretto (per farlo ne basta uno fronte e retro con patchwork messo a caso ma con giudizio)

Foto del 299786-07-2456491 alle 00:04

2- varsity jacket total foulard tutt’altro che sobria, nel caso si volesse smorzare l’alternativa è fare le maniche tinta unita… ma poi perché mai? Per questo ne servono 3/4 possibilmente uguali

Foto del 201332-07-2456491 alle 00:03

Di seguito alcuni accessori fondamentali in coordinato.

Kocchan

amicichefannocosechespaccano

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Diciamo che sono molto fortunata perché, in primis, questo spazio mi permette di parlare liberamente di quello che voglio, senza il problema di essere presa troppo – o troppo poco- sul serio; secondariamente, mi permette di presentare i progetti, gli eventi e i lavori di persone che stimo e di amici tenendo fede a quello che ai tempi è stato lo statement di questo blog.
Detto questo, a sto giro ci tenevo a fare una carrellata sui lavori di Fara, una mia amica che sta a Roma e che produce accessori 100% hand made fighissimi tra cui cammei, polsini, colletti and so on.
Oltre agli accessori e agli elementi di abbigliamento rivisitati ci sono anche le cake boxes che le vedi e ti viene voglia di magiare un pezzo.
Tra l’altro, a parte essere una designer strabrava, mette anche i dischi e se passate da Roma date un occhio in giro che magari vi beccate anche un suo set hh che non fa mai male…
basta così?

No. Perché non mi andava di parlarne senza un riscontro da parte sua quindi ecco qui:

Quando hai iniziato a fare queste cose così fighe?
Senza cadere nella banalità avrei voluto parlarvi della mia infanzia di piccolo prodigio come sniffatrice di coccoina, staccatrice di pellicine di vinavil e mago dei palloncini di cartapesta ma con un avanti veloce vi risparmierò anni e anni di forbici con la punta arrotondata.
Posso però dire che tutto ebbe inizio quando mia madre mi regalò la mia prima macchina da cucire: un sacco di soldi. With big money comes big responsbilities e così iniziai a tagliare i primi cartamodelli, infilarmi i primi aghi nei polpastrelli fino ad arrivare ad inalare polveri metalliche (causa di una due giorni di febbre altissima) e resine epossidiche. Il risultato per ora è un sito on-line e il sogno ancora vivo di poter vivere facendo quello che amo.

Dalle tue creazioni si capisce che hai tante contaminazioni differenti: c’è un po’ di iconografia sacra, un po’ rimandi ad uno stile “classico” ma anche dei riferimenti al design culinario… quali sono le passioni che ti influenzano quando crei?
Il primo termine a cui ho pensato per tentare di dare una giustificazione al mio spaziare da un cammeo neo romantico ad un cristo che lacrima sangue fino ad arrivare a delle piccole fragole in feltro è “random”, quando in realtà tutto ciò che creo non è altro che la perfetta rappresentazione pratica di quello che ho in testa: un flusso infinito di pensieri e idee che il più delle volte non hanno niente a che fare tra loro ma che in realtà sono il frutto di tutto ciò di cui mi nutro durante il giorno. Blog di desgin, libri di ricette, arte iconografica cristiana e non, documentari sulla haute couture e community DIY, un costante e indefinito bombardamento di immagini che alimenta sempre più il mio essere eclettica (e uccide definitivamente il sogno di avere una collezione con un minimo di senso logico).

Siccome ho scritto che sei anche dj e che qui c’è spazio anche per la musica, qual’è la tua hit del momento?
Ultimamente davvero troppe ma la “new entry” nelle ossessioni di questa settimana è Pusha T – Alone in Vegas.

Quando/ dove suoni prossimamente?
Momentaneamente on hiatus ma spero in qualche dj set quest’inverno, la musica nuova inizia ad accumularsi.

5 pezzi fav e un video che lo metto su insieme al post…
Pharoahe Monch – Simon Says
Antipop Consortium – Ping Pong
Dilated Peoples – Worst come to worst
Bahamadia – Uknowhowwedu
Sean Price – King Kong

Saluti vari e amici che possiamo linkare qui?
Il mio miglior supporter: Mister Cuns

Qui c’è una selecta delle sue ultime produzioni, giusto per rendersi conto di quello che fa nella sua linea KOCCHAN ma per un insight di quello che fa vi rimando alla pagina FB in cui ci sono tante altre foto.