White Room

Un’ora di attesa in una sala d’aspetto il 31 luglio può essere un buon motivo per cadere nel baratro della noia senza sapere cosa fare, cosa pensare per ammazzare il tempo prima che sia lui ad uccidere te (cit. multipla) .
Ma invece no, cioè, si ma no, per dire che non permetterò allo spleen di avere il sopravvento; nemmeno quando scopro che avevo l’appuntamento alle quattromenounquarto e avevo capito quattroeunquarto e mi sono presentata anche alle quattro rispettando il mio noto anticipo perenne e la mia puntualità svizzera.

Intanto sono qui, intendo ADESSO, e penso alle mille robe da scrivere.
Hic et nunc. scrivo una delle mille cose da scrivere, almeno ottimizzo.

Stamattina ero una persona libera da sale d’attesa, mi sono fermata in un negozio che si chiama White Room, in centro a Bolo.

Mi ci ritrovo nelle line di abbigliamento minimal e super lineari. Dentro c’era una ragazza, Martina, che confezionava dei neklaces utilizzando dei legnetti levigati.
Anche questo fa parte della capacità di creare a partire da materiali poveri e di recupero riutilizzandoli.
Mi capita spesso di guardare qualcosa che il mondo non vuole e pensare a una destinazione alternativa. Anzi proprio nuova.
È certamente un ambito in cui tanti si cimentano, nel mio piccolo, di persona con una manualità poco sviluppata, mi limito a dare tutto il mio support a chi lo fa.

@white room – via oberdan 4b (bo)

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Dai diamanti non nasce niente, dai foulard nascono i giacchetti

Poi ti ritrovi, non si sa bene perché, con una collezione di foulard, frutto un po’ dei mercati da cui non puoi tornare senza il foulard vintage e u po’ ereditata da mammenonneziecugine che nei mille anni passati ne hanno accumulati in quantità industriali.

Allora cosa fai?
a Parigi (e non solo) c’è un fantastico Kilo shop che vende (e immagino compri anche) vestiti e accessori al Kg, in quel caso potresti diventare ricc* vendendoli tutti ma forse farsela fino a Parigi in aereo con un quintale di foulard non è il massimo. A questo punto si possono cucire tutti tra loro e fare un foulard gigante per avvolgere il mondo oppure si possono creare capi d’abbigliamento nuovi come, poi ho scoperto, hanno fatto anche grandi nomi della moda.
A parte le infinite possibilità per quanto riguarda maglie/ top, borse e gonne (comunque troppo sobrie) di cui è pieno il web e di cui si trovano i tutorial ovunque, io mi sono concentrata su due giacche (che non sono poi neanche così originali ma almeno sono cool):

1- giubotto jeans Levi’s un po’ Ottanta con inserti foulard marinaretto (per farlo ne basta uno fronte e retro con patchwork messo a caso ma con giudizio)

Foto del 299786-07-2456491 alle 00:04

2- varsity jacket total foulard tutt’altro che sobria, nel caso si volesse smorzare l’alternativa è fare le maniche tinta unita… ma poi perché mai? Per questo ne servono 3/4 possibilmente uguali

Foto del 201332-07-2456491 alle 00:03

Di seguito alcuni accessori fondamentali in coordinato.

BorchiettaGold here I come

Ero uscita principalmente per cercare un paio di Doc Martens 1461Z e un bomber verde militare con interno arancione fluo possibilmente Avirex e sono tornata a casa con un paio di spalline borchiate.

foto

spallina2

Sono opera di LamuJwl che con LamuVintage hanno un banchetto al mercato della Montagnola a Bologna, su nella parte vecchia. Va bè, a parte gli occhiali e l’abbigliamento vintage, per cui dovrei fare un post a parte, qui mi concentro sul primo dei due siti, quello dei jewelz. Loro utilizzano un po’ di tutto passando dal retrò al barocco un po’ romantico per creare degli accessori che già di per sè “vestono”, come dicono le commesse quando vogliono rendere l’idea.
In realtà a parte i gioielli ci sono anche accessori tipo gemelli, colletti e spalline coordinate; per cui non escludo che dopo averle prese mi toccherà anche il colletto per coronare la mia passione per il borchiato gold.
Loro hanno anche un profilo FB oltre al blog in cui si possono vedere tutte le foto, fatte meglio di quella che ho fatto io. Qui sotto metto quelle delle cose che metterò nella mia wishlist e poi mi va anche bene che ci sono solo nel weekend…

French-Lips

Allora, siamo in vena anche oggi di tematiche trucco e parrucco per cui prima di darmi completamente all’organizzazione del lavoro (vero) mi dedicherò a qualcosa di effimero ma forse proprio per questo motivo indispensabile…

La dritta del sito è French-Lips, tipo come i french manicure ma per le labbra e quindi è di rossetti che si parla. Anzi, in realtà sono degli pseudo tatuaggi per la bocca che vanno e vengono senza impegno. Alcuni appaiono strani sulle prime e l’effetto è molto video anni ’90 ma secondo me basta farci l’abitudine a vedersi con le labbra di pizzo o a pois in stile Kusama.

Sul sito ci sono le istruzioni per l’uso e una gamma di “modelli” che vanno dall’animalier all’optical, io voto per il pizzo dentelle e il panterato, e ovviamente le paillettes argentate.

Un cuore al polso

Alla faccia del caldo, della crisi e della gente presa male che se la gira in centro.
Che in agosto sembra sempre che non resti mai nessuno invece per strada vedi solo delle facce incazzate col mondo e dei turisti che si piazzano in mezzo al portico a fare foto con il grandangolo e se per fargli un favore ti fermi ed eviti di passare smorzando l’istinto da photobomber, invece di ringraziarti ti guardano male. Tu dici “E comunque prego” e te ne vai beatamente a fare shopping.
Questo succedeva nei pressi del ghetto ebraico e quind sono andata a fare un giro da Crete (ne avevo gia parlato qui)

Sono uscita con al polso un bracciale di plexiglass a forma di cuore anatomico che fa anche pendant con tutta una serie di accessori, elementi decorativi etc.. che ho a casa. Non chiamiamola collezione perchè per collezionare qualcosa serve un minimo di rigore e di senso dell’ordine. Va bè, comunque, la designer si chiama Elena Valenti, vive e lavora a Torino e ha un background come costumista per il cinema.
Dando un occhio alle altre collezioni si trovano materiali e forme particolari: pizzi, sete gomme, silicone, plexiglass, vinile…alluminio … rete

Purtroppo sul sito ci sono diverse collezioni ma il mio meraviglioso braccialetto non c’è, comunque i pezzi sono visibili sulla pagina FB e una anteprima di quello che si trova li è qui sotto:

Bon après-midi.

5 Cose di cui oggi credo di non poter fare a meno direttamente da Etsy.com

Oggi niente piscina perchè è sabato e sicuramente sarà sovrappopolata di bambini con le tettine che si tuffano a bomba e giovani unti e depilati. Quindi posso dedicare il mio tempo alla scrittura di post che interessano solo a me e anche, volendo, perdere tempo su Etsy alla ricerca di oggetti/ accessori e cose del genere in cui spendere le mie finanze investendo nella produzione più o meno homemade.

1) Il portasigarette o porta biglietti da visita o portasoldi in metallo nero con grafica comic vintage raffigurante la pin-up che viene rapita da una formica aliena
Ho sempre desiderato un porta sigarette stiloso ma forse ho deciso di smettere di fumare per cui potrei utilizzarlo come porta biglietti da visita in previsione di una brillante carriera manageriale o semplicemente per non perdere tutte le business cardz che raccolgo quando sono in giro. Chi lo ha messo in vendita su Etsy, Sweetheartsinner di Atlanta, fa anche altre cose carine di cui consiglio caldamente la visione.

2) Tessuto di Bambi
Purtroppo è da due giorni che sto con la fissa che voglio tatuarmi una specie di outline di Bambi. Senza voler entrare nel merito della cosa, ravanando su Etsy, ho trovato questo, che, essendo particolarmente kitsch magari fa scemare l’idea di partenza (ma magari no) e comunque i suggerimente su una outline di Bambi da tatuarsi addosso sono ben accette. Mi piaceva tipo cameo total black.

3) Saponetta a forma di gelato
Fondamentale direi per questo periodo di canicola e per affrontare l’estate al meglio, questa saponetta che tra l’altro è anche “organic” e qundi particolarmente fashion. Che poi magari si può usare anche per fare scherzi simpatici tenendola nel freezer e offrendola agli amici dopo cena.

4) Scarpette GALAXXI
Queste mi piacciono un casino pur rendendomi conto che sono un po’ da hipster. Queste stampe galaxy adesso poi si trovano ovunque quindi posso anche immaginarmi un total look abbatanza spaziale. Nella speranza che se le ordini adesso ti arrivino prima che questa tendenza si sia estinta, secondo me spaccano anche se ci cambierei i lacci e ne metterei un paio più stretti.

5) Stampini da unghie con le calavera messicane
Vista la mia reiterata passione per il Messico, le sue tradizioni e in particolare per tutto quello che riguarda il Día de Muertos ovviamente non mi potevo perdere queste chicche per le unghie in attesa della prossima ricorrenza che mi piacerebbe tantissimo passare direttamente sur place o anche in mezzo ai messicani del Queens, che mi mancano molto.

Kocchan

amicichefannocosechespaccano

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Diciamo che sono molto fortunata perché, in primis, questo spazio mi permette di parlare liberamente di quello che voglio, senza il problema di essere presa troppo – o troppo poco- sul serio; secondariamente, mi permette di presentare i progetti, gli eventi e i lavori di persone che stimo e di amici tenendo fede a quello che ai tempi è stato lo statement di questo blog.
Detto questo, a sto giro ci tenevo a fare una carrellata sui lavori di Fara, una mia amica che sta a Roma e che produce accessori 100% hand made fighissimi tra cui cammei, polsini, colletti and so on.
Oltre agli accessori e agli elementi di abbigliamento rivisitati ci sono anche le cake boxes che le vedi e ti viene voglia di magiare un pezzo.
Tra l’altro, a parte essere una designer strabrava, mette anche i dischi e se passate da Roma date un occhio in giro che magari vi beccate anche un suo set hh che non fa mai male…
basta così?

No. Perché non mi andava di parlarne senza un riscontro da parte sua quindi ecco qui:

Quando hai iniziato a fare queste cose così fighe?
Senza cadere nella banalità avrei voluto parlarvi della mia infanzia di piccolo prodigio come sniffatrice di coccoina, staccatrice di pellicine di vinavil e mago dei palloncini di cartapesta ma con un avanti veloce vi risparmierò anni e anni di forbici con la punta arrotondata.
Posso però dire che tutto ebbe inizio quando mia madre mi regalò la mia prima macchina da cucire: un sacco di soldi. With big money comes big responsbilities e così iniziai a tagliare i primi cartamodelli, infilarmi i primi aghi nei polpastrelli fino ad arrivare ad inalare polveri metalliche (causa di una due giorni di febbre altissima) e resine epossidiche. Il risultato per ora è un sito on-line e il sogno ancora vivo di poter vivere facendo quello che amo.

Dalle tue creazioni si capisce che hai tante contaminazioni differenti: c’è un po’ di iconografia sacra, un po’ rimandi ad uno stile “classico” ma anche dei riferimenti al design culinario… quali sono le passioni che ti influenzano quando crei?
Il primo termine a cui ho pensato per tentare di dare una giustificazione al mio spaziare da un cammeo neo romantico ad un cristo che lacrima sangue fino ad arrivare a delle piccole fragole in feltro è “random”, quando in realtà tutto ciò che creo non è altro che la perfetta rappresentazione pratica di quello che ho in testa: un flusso infinito di pensieri e idee che il più delle volte non hanno niente a che fare tra loro ma che in realtà sono il frutto di tutto ciò di cui mi nutro durante il giorno. Blog di desgin, libri di ricette, arte iconografica cristiana e non, documentari sulla haute couture e community DIY, un costante e indefinito bombardamento di immagini che alimenta sempre più il mio essere eclettica (e uccide definitivamente il sogno di avere una collezione con un minimo di senso logico).

Siccome ho scritto che sei anche dj e che qui c’è spazio anche per la musica, qual’è la tua hit del momento?
Ultimamente davvero troppe ma la “new entry” nelle ossessioni di questa settimana è Pusha T – Alone in Vegas.

Quando/ dove suoni prossimamente?
Momentaneamente on hiatus ma spero in qualche dj set quest’inverno, la musica nuova inizia ad accumularsi.

5 pezzi fav e un video che lo metto su insieme al post…
Pharoahe Monch – Simon Says
Antipop Consortium – Ping Pong
Dilated Peoples – Worst come to worst
Bahamadia – Uknowhowwedu
Sean Price – King Kong

Saluti vari e amici che possiamo linkare qui?
Il mio miglior supporter: Mister Cuns

Qui c’è una selecta delle sue ultime produzioni, giusto per rendersi conto di quello che fa nella sua linea KOCCHAN ma per un insight di quello che fa vi rimando alla pagina FB in cui ci sono tante altre foto.