Riflessioni su rane & anguille

Rane a Los Angeles

Niente un po’ di tempo fa ho visto la programmazione delle varie location di Unti&Bisunti su DMAX.

A Bolo fanno le rane in umido e mi è venuta in mente tutta questa storia:

Che poi a me le rane fanno troppo venire in mente quando stavo a New York e andavo a pranzo a Chinatown e tra tutti gli odori che un Naso (tipo un Jean- Baptiste Grenouille del Profumo di P. Suskindche poi Grenouile significa “rana ” in francese e tra l’altro lui nasce in mezzo alle puzze in una zona horrible e poi continua la storia…) può concepire, perché poi alla fine andare a dire che sono delle puzze non è neanche giusto, solo perché in casa tua magari sei abituato a sentire altri odori.

Sono più degli aromi “leggermente” pungenti misto a mare, misto a pesce, misto a funghi, fritto misto, misto di gelati fritti e di quel pane bianco morbido che me ne sarei mangiata delle quantità industriali.

C’era anche una vecchia di mille anni che faceva i dumpling tipo sfoglina cinese e te sceglievi cosa metterci dentro e lei li faceva. Mi sa che non parlava neanche inglese.

E DIM SUM, che spaccava perché aveva l’insegna tipo RUN DMC e Dumpling Man , che spaccava perché aveva l’insegna che mi faceva ridere. Cioè, come fai a non andarci?

Ma il top era lei.

Beh insomma, in quelle strade di Manhattan, lì c’erano dei secchielli di plastica pieni di rane che neanche nella bassa. e tu arrivavi, prendevi un sacchetto trasparente da usare a mo’ di guanto e lo indossavi. Mettevi la manina dentro e tastavi le coscettine delle ranette per sentire quali erano le più cicciottine da portare a casa.

E tutto il resto sono ricette di cui io non sono atta a parlare.

Parentesi, ho visto che se metti del sale sulle zampette di rana (deceduta da non troppo) il sistema nervoso funziona ancora e si muovono. Something creepy. Luigi Galvani rules.

Comunque non mi facevano impressione – come forse all’occidentale medio di sesso femminile- visto che con mia nonna rovigotta della ridente località di Contarina, fin da piccola sono stata abituata a tornare a casa da scuola (tipo elementari) e a ritrovare una colonia di anguille, ovviamente vive, nella vasca da bagno. Grande tradizione.
Che mi guardavano quando andavo a lavarmi le mani prima di pranzo.
Per non parlare delle lumachine di mare che lei portava a casa e in mezzo ci trovavo anche dei paguri, quelli tipo granchietti con la conchiglia sopra e cercavo di salvarli mettendoli in un barattolo pieno di h2o e ricreando il loro microcosmo con della sabbia fake e dei cavallucci marini secchi. tipo quelli che si compravano a Venezia o a Chioggia nei gloriosi anni 90.

Dedico questo post a mia nonna che non mi ha fatta crescere schizzionosa.

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