Attese

Quando aspetto mi salva la mia grafomania e infatti proprio quando aspetto scrivo delle cose, più o meno intelligenti, dipende dal caso.
E infatti ieri (e anche l’altro giorno) in quella sala d’attesa, non-luogo, citando Marc Augè per fare l’intellettuale, ho proprio pensato che le attese nelle giornate sono come gli avverbi pomposi nei discorsi:  li riempiono di niente. Come quei gelati pieni d’aria che quando si squagliano c’è tipo una mezza goccia di panna e basta.
Se non esistessero i momenti passati ad aspettare ci sarebbero la metà dei fumatori e se tagli dalla vita media di un uomo medio la media del tempo passato “in attesa”, secondo me la durata della vita sarebbe mediamente un  po’ più breve.
Fontana ha anche dedicato una serie di quadri alle attese. Ci sarà un motivo.
Per non parlare di Waiting for Godot e di tutte quelle canzoni che non mi vengono in mente.
Ecco perché mi salva essere una grafomane da quando ho imparato a scrivere, perché prima disegnavo solo dei gran animaletti strani.
Questo preambolo non centra niente, anzi si, boh, non lo so, comunque, visto che sono sempre alla ricerca di cose inutili penso a cosa mi fa venire in mente il concetto di attesa e ovviamente penso all’orologio, che è un accessorio che mi è sempre piaciuto (vedi post relativo) e mi piacevano un tot quegli Swatch anni novanta con il quadrante tondo del diametro di 10-15 cm, ma anche questo non centra niente. Più kitsch è meglio è.
Penso piuttosto all’orologio da muro, quindi una cosa più design oriented; quindi ecco qui alcuni orologi da muro che ho visto in giro e che mi piacerebbero se avessi una sala d’attesa.

Tipo è l’ora dei baffi, che lo so che hanno un po’ reso, ma questo con lo sfondo così a metà tra il cottage e la casa inglese ha una sua ragion d’essere e poi le righe snelliscono. Così come quello essential e minimal di legno. No?!

Questo con la luna fosforescente è stato sempre il mio sogno:

Tea time clock:

A me piace, volendo anche la versione più flat. Ce li hanno vicino casa.. non escludo l’acquisto…

Il gran finale DIY con pezzi di riciclo.
Top, esattamente come lo vorrei (Idea di Alex Rietveld, chissà se è parente di “quel” Rietveld aka Gerrit Thomas..)

Lo so che mi sarei potuta impegnare di più nella ricerca delle foto ma ho sonno e sono stanca quindi va bene così.
Bonne nuit

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