Ritorno

Si parte una volta e si ritorna mille volte.. si dice cosi? E alla fine mi spiace aver avuto un black-out di più di un mese anche perchè un paio di idee fighe mi erano poi anche venute in mente e avrei potuto tranquillamente condividerle prima di dimenticarmele. E infatti adesso me le sono dimenticate e non ci posso fare niente.

Va bè, non è che poi non abbia fatto niente, nel senso che me ne sono stata un po’ a beccare delle persone che non vedevo tipo da 3/ 4 anni e a fare un po’ di vita mondana nella Ville Lumière per cui questo post è anche per fare il punto delle cose un po’ degne di nota che ho beccato in giro, mentre me la giravo da sola, io e il mio blocchetto notes con la copertina di Kandinsky regalatomi tipo 15 anni fa dalla mia amica Kate quando eravamo sbarbe e ancora fiduciose nel futuro…
Va bè, prima di fare il punto delle locationz con link etc… ci sta qualche foto, coì, nel caso qualcuno volesse andare a Parigi prossimamente… così, tipo una guida estemporanea…

Mostra a l’ Hotel De Ville

Allora questa è una mostra su come Parigi è stata vista nel corso della cinematografia Hollywoodiana, inutile dire che si nota un non-so-che di orgoglio nazionale francese, ma comunque c’è un sacco di materiale interessante: molte proiezioni, il décor di Maria Antonietta di Sophia Coppola, e, cosa più bella, le statue che Ferretti ha fatto fare per Hugo Cabret.

Evidentemente dovevano già esserci gli hipster a Parigi per inventare una tazza fatta apposta per chi era baffuto e beveva il the… la Tasse a moustache si trova al museo del the, sempre vicino all’Hotel de Ville dove c’era la mostra sul cinema, alla Maison du The, per l’esattezza.

Altra cosa simpartica, il Museo dell’Erotismo a Pigalle, così giusto per fare un excursus culturale di un certo livello. A parte tutto ci sono anche dei bozzetti di Degas che non si vedono in giro.

Poi finalmente sono riuscita ad andare al 104 di cui evito di mettere le 200 foto che ho fatto perche tanto è inutile, dico solo che c’era la mostra dei Cuori Spezzati in fase di allestimento e una bellissima installazione sulla libertà, in cui salivi su una scala e ti fotografavi con dietro delle ali giganti disegnate sul muro ed era un po’ come essere nel film di Wim Wenders. Poi giustamente come in ogni situazione intellettuale un po’ chic che si rispetti non potevano mancare il mercatino di prodotti bio e ovviamente il mercatino di vestiti/ oggetti usati. Però ne è valsa di andarci, anche per il lampadario di tampons enorme in mezzo alla sala.

Poi va be, non male, appena arrivata mi sono beccata l’inaugurazione al Palais de Tokyo che con la mostra collettiva Imaginez L’Imaginaire dava il via alla stagione per cui non ho soltanto fatto la flâneuse ma ho anche “studiato”, concedendomi con amici di veeeeeeecchia data un drink sotto la Tour Eiffel illuminata con dj set à côté.

Altri tips carini, visto che mi sono persa in centro una serie di volte, c’è questo simpatico Kilo Shop nel Marais assediato da inglesi e americani che comprano n’importe quoi ma va bene così, se uno ha 2/3 ore libere un salto si può anche fare e uscire con dei chili di vestiti un po’ vintage di quelli che piacciono ai giovani e alle ragazze con lo Chatouche o Shatush, che dir si voglia.
Sempre in quella zona si sappia che c’è anche lo shop di ADIDAS, sapevatelo, che ha un paio di scarpe rocker di Jeremy Scott fighissime che per mia fortuna non stavano nella valigia e quindi non le ho prese.

Invece se uno si perde a Montmartre, fregandosene un po’ di fare il tour delle location di Amelie magari si imbatte nella casa storica di Van Gogh o in un negozio che vende le bandane con i baffetti attaccati, così per essere chicani fino in fondo. Ovviamente a qui si ricollega il mio negozio preferito di cui avevo parlato già in precedenza e in cui ho comprato un po’ di regali che non centrano niente con la Francia ma ok uguale.  Sempre in zona c’è un posto carinissimo in cui fare colazione che si chiama Milk.

Non sto a rileggere tutto quello che ho scritto, sono andata un po a caso, ma giusto perchè adesso penso sarebbe stato bene scrivere un po’ ogni giorno di posti, cose viste, facce, persone etc e quindi devo recuperare, per non perdere le cose che ho in mente fresche. Tutto bello, soprattutto gli amici e le persone che non vedevo da tanto, alla faccia della distanza e del tempo che passa.

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Un pensiero su “Ritorno

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